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Uniconet Nichelino - Hot Pepper: 8-8
Uniconet:
Golizia Gianluca, Vannucci Mirko, Castelli Stefano, Fiorenti Francois, Rosano Roberto, Lemma Pasquale, D’Onofrio Andrea, Nordio Ruggero, Favale Cosimo. All. Lemma-Cecchelani
Hot Pepper:
Rigon, Rizzo, Semeraro, Croce, Antonelli, Patisso, Parisi, Croce, Alopite, Lavozza. All. Saglio
Marcatori Uniconet: Rosano (3), Lemma (2), Nordio (2), D’Onofrio Andrea.
E’ fatta. Per il terzo anno consecutivo la Uniconet parteciperà al campionato di serie C2. Un risultato importante per una società giovane. Ma soprattutto un risultato quasi insperato dopo tutte le vicessitudini che hanno caratterizzato la stagione dei gialloneri.
La partita è stata intensa soprattutto nel primo tempo. La Uniconet si porta in vantaggio più volte, ma la foga di dover realizzare almeno 4 reti per poter sperare nella salvezza porta i giocatori nichelinesi a lasciare dei varchi troppo allettanti per i giocatori di mister Saglio. Che puntualmente ne approfittano. Il primo tempo si chiude 6-6. Le squadre passano dalla tensione assoluta del primo tempo alla paura di subire ulteriori reti. Come sapevano tutti i giocatori, tal risultato salvava entrambe le compagini a danno dei valdostani del Valtournenche. Nei primi 15 minuti del secondo tempo la Uniconet ci prova ancora e trova il vantaggio sia sul 7-6 che sul 8-7. Ma viene sempre raggiunta dalle trame di gioco degli ospiti. Così, a dieci minuti dal termine, è chiaro che nessuna delle due squadra è in grado di vincere senza rischiare, a sua volta, di perdere. La partita termina così. La Uniconet si salva, qualche abbraccio tra i giocatori e tra questi e dirigenti, ma meno entusiasmo di quanto ci si aspetterebbe: troppa è la voglia di lasciarsi alle spalle una stagione assurda e di pensare al futuro.
Il commento del Presidente, Emiliano Lemma: “Non c’era molto da festeggiare, visto le aspettative che nutrivamo per questa stagione. Avevamo composto una rosa di alto livello ed alta qualità e credavamo di essere pronti a combattere per ottenere i playoff. Purtroppo gli errori sono cominciati subito, e non da settembre, quanto da Giugno. Per privilegiare aspetti affettivi piuttosto che tecnici, abbiamo rinunciato a coprirci in ruoli importanti, lasciando andare via giocatori che potevano esserci utili. Poi l’unione tra i due gruppi (Saturnio ed Uniconet) è stata subito difficile, soprattutto per la cattiveria e l’arroganza di un paio di persone. Dopo un solo mese ci trovavamo con la squadra decimata. Siam dovuti correre ai ripari arruolando ragazzi la cui presenza è stata fondamentale per il raggiungimento del fine: Castelli, Gandolfi, Favale hanno dato il loro contributo importante. La squadra è stata competitiva per tutto il girone di andata, quando le partite si perdevano sempre con una sola rete di scarto. Esempio lampante è la gara di Scarnafigi, contro la fortissima Villanovetta: in vantaggio alla chiamata del recupero dell’arbitro, abbiamo perso per il doppio miracolo di Ferrante.
Alcuni giocatori hanno contribuito a far si che le ambizioni venissero presto riposte. Le assenze agli allenamenti, le influenze multiple e i mali improvvisi han fatto sì che da Gennaio non si svolgesse più un allenamento ma solo amichevoli (quando si riusciva).
Le colpe dunque perchè una squadra con il tasso tecnico elevato che tutti le riconoscono sia invece finita a salvarsi all’ultima gara dei playout sono molteplici e da distribuire equamente tra dirigenza, guide tecniche e giocatori. Ma ha influito molto su tutto il costante lavorio neanche tanto dissimulato da parte di persone allontanate dalla squadra che non han fatto altro che mettere in giro voci assurde e tensioni che finivano dentro lo spogliatoio e venivano amplificate in campo. Non passava settimana senza che dovessi trovarmi a smentire le ipotesi e le congetture più fantasiose, l’ultima delle quali quella che dei risultati della Uniconet ai due presidenti non interessasse più nulla, perchè il calcio a 5 non rientrerebbe più nei nostri interessi. Voci che non meritano commenti, ma che han contribuito a creare difficoltà. Che chi è stato allontanato o se n’è andato sia rimasto male per la salvezza raggiunta da parte dei propri ex compagni e dirigenti lo dimostra il fatto che nessuno di questi si è fatto vivo per farci i complimenti. Pazienza, sopravviveremo anche a questo.
Ora cerchiamo di pensare a come organizzare la prossima stagione, memori dell’esperienza tragica di questa e consapevoli di non poter più sbagliare. In questi giorni stileremo un programma e lavoreremo duramente e seriamente. Tra queste pagine comunicheremo le novità.”









